In The Electron We Trust
Scusatemi.
L’appuntamento di cui sotto è durato più del previsto, anche più di quanto io stesso volessi. E ne sono uscito sconfitto. Non ho saputo guardare dove dovevo, fare quello che dovevo, sopportare quello che avrei dovuto, fare, nonostante la difficoltà, la scelta giusta.
Ora ne subisco le conseguenze e non mi sveglio sereno.
Ho voglia mentale di vomitare.
Mi sento intrappolato e sento tutto stretto.
Non ho buone prospettive per il futuro e il passato mi dice che ho lasciato indietro qualcosa di me.
Non so cosa fare.
Vorrei solo sparire.
Scusatemi.
Sussurri diffusi da nemorat alle 09:03 |
link | commenti (17) | (pop up) commenti (17)
bloggers, ho perso la poesia, sogni obliati, socialità , sogni perduti, dietro agli occhi, sogni mancati
Oggi ho un appuntamento con il destino.
È un punto di svolta, perché potrebbe cambiare tutto, o non cambiare niente. O cambiare in parte.
Che banalità.
Scusatemi.
Sussurri diffusi da nemorat alle 15:01 |
link | commenti (13) | (pop up) commenti (13)
visioni, ho perso la poesia, sogni obliati, socialità , sogni perduti, dietro agli occhi, nostalgie di nemorat
Apprezzate quello che avete perché potrebbe finire.
Apprezziamo quello che abbiamo perché finirà.
Sussurri diffusi da nemorat alle 22:29 |
link | commenti (2) | (pop up) commenti (2)
saggezza, semplicemente io, ho perso la poesia, sogni perduti, dietro agli occhi, memorie perdute, nostalgie di nemorat
Dopo mangiato in un giorno importante
Piove.
È una pioggia nervosa, di quelle che vengono più perché ha fatto tanto caldo (ma non un acquazzone) che perché abbia davvero bisogno di piovere.
Pioggerella, con un velo di nebbia ai piani più alti degli edifici e qualche raggio di sole qua e là.
Gli alberi se ne stanno immobili e non c’è nessuno per le strade: è primo pomeriggio e probabilmente coloro che non sono al lavoro stanno facendo la siesta, proprio come mio fratello, lì, sul divano, che alla domanda “Dormi?” ha risposto di no, occhi chiusi e già persi, ma senza ancora russare.
Ma c’è qualcosa di più. L’aria è immobile, come quando sta per succedere qualcosa e si sente la tensione nell’aria. Ma oggi è senza tensione. È tranquillo e rilassato. Ascolta.
Una musica di pianoforte viene da un edificio giusto al di là della strada. È una casa bassa e posso anche vederne il cortile interno e tuttavia la sua stessa posizione mi nasconde lo strumento e il suonatore. Sogno di saltare sul tetto basso e affacciarmi alle varie finestre per scoprire che suona.
È una musica dolce, continua, padrona di se stessa. dà l’impressione che niente possa turbarla o influenzarla, che sia lei, anzi, a generare quello che ha intorno. perché ciò che sta intorno ascolta. E forse la imita. Perché la musica descrive perfettamente quello che sta succedendo.
La musica non ha lo scopo di farsi ascoltare e a volte la perdo e a volte la ritrovo, ma essa resta indifferente a tutto ciò, perché è assorta nella sua stessa armonia, nella sua natura fragile e senza pensieri. È delicata.
Sussurri diffusi da nemorat alle 15:24 |
link | commenti (2) | (pop up) commenti (2)
visioni, bellezza

Oggi ho parlato di un giglio sepolto nel mio passato.
Un giglio che una volta è tornato a farmi visita.
Una delle poche cose in grado di farmi male.
Una delle poche cose vere della mia vita.
Qualcosa per cui il mio cuore batte.
Sussurri diffusi da nemorat alle 01:49 |
link | commenti (3) | (pop up) commenti (3)
persone, sogni perduti, dietro agli occhi, memorie perdute, nostalgie di nemorat, sogni mancati
Ospite
Mi è capitato una volta di fare un viaggio. Primo vero distacco dalla famiglia, all’invereconda età di 17 anni. Da allora si è manifestato un pensiero che tuttavia è rimasto sotterraneo, fumoso, nebuloso. Un pensiero diffuso. Un pensiero che contiene, al di là di tutta quella torre di menzogne e inganni che noi stessi costruiamo per accettarci, una parte vera di me.
Come lo so? Lo so perché la sua stessa presenza ha un nitore cristallino di incredibile eloquenza: non richiede spiegazioni. È un po’ come un cane che sta lì e aspetta le vostre carezze e lo sapete perché gli leggete il desiderio in quei suoi occhi incredibilmente eloquenti. Non richiede spiegazioni.
È una parte di me limpida, senza contraddizioni, una corrente sotterranea di desiderio inespresso.
È troppo presto per dare un nome a questa parte di me, a questo desiderio.
[per di più qualcuno dice che quando diamo i nomi alle cose crediamo di averle comprese e smettiamo di guardarle]
Posso però dare un nome a quel pensiero diffuso, a quella sensazione che via via si è fatta più densa e localizzata, fino a spingere in modo sempre più pressante. Lo chiamo “ospite in casa”. Perché anche se non me ne sono accorto che di recente è in fondo questo che mi sono considerato, attraverso vari stadi, fin da quel viaggio, probabilmente anche da prima.
Un ospite.
Come molte intuizioni la comprensione di questo semplice fatto (attraverso l’attribuzione di un nome, lo ammetto) ha avuto quel carattere lampante dell’ovvietà, quello che dopo ti fa quasi chiedere come non eri riuscito a pensarci prima, dato che era così facile, così ovvio.
Non che la cosa dipenda in alcun modo dalla famiglia o dall’ambiente affettivo che mi è stato costruito intorno, perché di questi aspetti non ho mai potuto lamentarmi, neanche a torto. Dipende, invece, credo, da una mia particolare disposizione che genera comportamenti e posizioni che risultano oscuri ai più. Ma non è per parlare di questa disposizione che ci siamo scomodati oggi.
Il tema, sul quale peraltro c’è davvero poco altro da dire, è quello dell’ospite.
Credo che la sensazione nasca anche da un’altra fonte, in particolare. Per spiegarla ricorrerò a parole sentite o lette in un’occasione che non ricordo e che suonano più o meno così:
“Ognuno di noi ha un posto, che è suo. Molti pensano, sperano o sono indotti a credere che sia il posto in cui sono nati e vi restano per tutta la vita. Per alcuni di loro è vero. Per gli altri che restano, la vita si srotola in un’incessante ricerca del proprio posto in un luogo dove esso non può essere. Ci sono poi quelli che vanno alla ricerca del proprio posto, senza badare che esso sia in qualche luogo specifico. Se lo raggiungono vi si fermano con il cuore (le altre, per quanto lunghe sono solo tappe), altrimenti continuano a vagare.”
Detto questo, la mia posizione è esattamente quella di chi sa che il suo posto non è quello attuale.
Tutto questo post (quasi) era già scritto nella mia mente e seppellito da strati recenti di ciarpame, ed è stato riportato alla luce da una frase sentita per caso in una canzone scelta a caso dal programma. Il caso?
“La tua casa è tra le nuvole e il deserto”
Sussurri diffusi da nemorat alle 12:03 |
link | commenti (6) | (pop up) commenti (6)
visioni, semplicemente io, bellezza, sogni obliati, dietro agli occhi, memorie perdute, nostalgie di nemorat
Non mi hanno preso. 
Sussurri diffusi da nemorat alle 17:49 |
link | commenti (9) | (pop up) commenti (9)
, nostalgie di nemorat, sogni mancati
Primo video
Mi ero promesso di non caricare che poche immagini e nessun video né musica in questo blog, ma credo che per quello che segue valga la pena di fare un'eccezione.
Se avete un’ora di tempo, vi chiedo di guardarlo, non solo perché ne vale la pena, ma perché è importante. Se non avete un’ora trovatela.
“Bisogna moltiplicare le idee al punto che non vi siano guardiani sufficienti per controllarle” Stanislaw J. Lec
Il video è suddiviso in cinque parti, di cui vi fornisco i link (1 - 2 - 3 - 4 - 5), così che possiate aprirli in diverse finestre in modo tale che mentre guardate il primo possiate scaricare gli altri.
Si parla di poliomielite e AIDS.
È un’ipotesi sull’origine di quest’ultima.
Abbiate la pazienza di seguire il discorso.
Sussurri diffusi da nemorat alle 11:48 |
link | commenti (3) | (pop up) commenti (3)
virgole, , colleganze e memorie, memorie perdute
Grazie della chiacchierata in piazza.
Sussurri diffusi da nemorat alle 00:36 |
link | commenti (1) | (pop up) commenti (1)
virgole, semplicemente io, bellezza, sogni obliati
È sempre più difficile distinguere, nella memoria del passato, ciò che è accaduto durante la veglia e ciò che ho sognato. Frammenti confusi di entrambe le realtà si fondono e compenetrano, ritrovandosi spesso “dall’altra parte”.
Sussurri diffusi da nemorat alle 13:15 |
link | commenti | (pop up) commenti
visioni, dietro agli occhi
Periodo di piccoli dispiaceri, piccoli disappunti e piccole avversità.
Allora perché mi sento così male?
La risposta è che vivo su un piano che comprendo solo in parte e che moltissimi degli altri non sospettano. I pochi che ne subodorano la presenza non mi sono più intorno da un po’…
Dove mi sto cacciando?
Sarebbe una domanda da lasciare senza risposta, ma la risposta ce l’ho: mi sto cacciando e schiacciando per terra, ma il mio mondo è a metà strada per l’iperuranio.
Oggi non so come fare e come dire.
Sussurri diffusi da nemorat alle 20:27 |
link | commenti (7) | (pop up) commenti (7)
semplicemente io, ho perso la poesia, sogni obliati, socialità , sogni perduti, dietro agli occhi, nostalgie di nemorat
Marzo è sempre lungo. Spiazza un po'
Sussurri diffusi da nemorat alle 11:07 |
link | commenti (12) | (pop up) commenti (12)
virgole,
Incompleto
Signorina, signorina!!
Anf, anf, anf. Sono giorni, anf, che la cerco. Aspetti solo un minuto… Ok, sto meglio.
Mi è stato riferito che lei è una persona normale. Non so se crederci. Eppure perché no, quale mai è il segreto che dovrebbe nascondere? Mi dica, signorina, ce ne sono - di segreti?
Eppure il Daydreamer mi aveva quasi convinto. Continuava a dire che lei era la sua via di fuga, la sua liberazione. Che lei incarnava in sostanza quello che lui sogna di essere. Mi ha detto che lei vive più di quanto io o lui potremo mai fare. Una volta o due mi ha anche accennato una cosa come “in questo momento credo sia la mia musa”, ma io su questo, glielo giuro, non l’ho mai creduto seriamente. Conoscendolo, intendo dire, mica per togliere niente a lei.
Una volta, una sola, ho osato affrontarlo e prendere il discorso di petto e dirgli che non credevo a niente di tutto ciò. Che sì, lei mi sembra una persona speciale, che ha tante cose desiderabili e che, tra alti e bassi, vive una buona vita, ma che non c’è niente più di questo in lei. Lui ha sorriso, il Daydreamer, dico, ha sorriso con un ghigno scuotendo la testa, guardandomi per un attimo quasi di sottecchi per vedere se davvero pensavo quel che dicevo. Mi sono sentito insicuro in quel momento, ma non ho detto altro. Allora lui ha tirato fuori le foto. Allibito l’ho guardato.
Perché, le spiego, signorina, lui ha questa particolare capacità di fare… strane fotografie. All’inizio non le distingui dalle altre, anche perché mischia i due tipi, ma con un po’ d’occhio le riconosci. Sono le foto dei suoi pensieri, dei suoi sogni, delle sue storie. Io non so come faccia.
Né se questo mischiare, tutto questo mischiare, lo renda davvero felice. Eppure a volte lo vedo arrivare, lo sguardo illuminato, il volto traboccante di eccitazione per qualcosa che ha appena scoperto o pensato. Ma più facilmente con un sereno sorriso per quello che ha sognato.
E questo ci riporta a lei, signorina, perché l’ultima volta - non è passato molto - il suo era un sorriso triste e mi sono meravigliato parlasse di lei.
Sussurri diffusi da nemorat alle 00:47 |
link | commenti (1) | (pop up) commenti (1)
visioni, persone, bellezza, ho perso la poesia, nostalgie di nemorat, forgotten tales
Claudio
Demanamana, ah
manemanenamaname
Deoandedeoandedevannemanemanemane
Manemanemane ahia,
emmaneme andeneme eh
Squilla il telefono.
Poche parole, parole qualunque.
Poi d’un tratto: “Tu forse non lo sai ancora. Claudio è morto ieri sera”.
Per un momento cerco di capire cosa sta dicendo. Di chi sta parlando.
Oh, di Claudio ne conosco uno solo, ma no, che senso ha?
Mi dice qualche altra parola, io per un attimo incredulo, cosciente. Poi capisco e faccio fatica a ingoiare, la prima volta. “Hanno chiamato ieri sera, all’improvviso, appena dopo che eri uscito”.
Claudio. Sembra strano che non lo vedrò più. Semplicemente inverosimile.
“Un infarto, probabilmente”, dicono.
La cosa più alienante è appunto la consapevolezza inverosimile che non lo vedrai più. Che non ci sarà più. Non che lo vedessi spesso, ma qualche volta lo vedevi, si era installato lì e lì pensavi di rivederlo sempre, che saresti andato via prima tu da lì, che lui, prima tu, per disinteresse, per i casi della vita.
“Ho un magone che non ti dico”. Chi parla è mio padre, meno di due anni d’età di distanza. Realizzo quanto erano diventati amici.
Decisione:
Ho dormito meno di cinque ore e una gran voglia di restare a letto, e la sensazione che qualcosa non va. Non lo conoscevo neanche granché e non gli ero particolarmente legato, o almeno la mia mente me lo suggerisce (e il corpo reagisce di conseguenza).
Però c’è qualcosa che non va.
Decido di andare.
I funerali sono fatti per i vivi.
Chiudono la bara:
Arriviamo lì poco prima, una manciata di minuti. Colpisce subito la presenza dei bambini, cinque o sei, insieme ai genitori. Del resto lo conoscevano di più loro. Colpisce la presenza dei bambini perché sono ancora esterni alle convenzioni che si ritrovano anche in un luogo come questo. qualcuno dice che non si rendono conto. Io credo che semplicemente non siano ancora vecchi.
Le facce affrante, ma noti subito chi ha appena pianto o chi tra poco lo farà.
Poi arrivo alla stanza, e intravvedo, la visuale parzialmente ostruita da parenti o amici, … be’, intravvedo lui… solo che non è più lui. Ma non può non esserlo.
L’effetto è strano. Così avevo visto solo mia nonna, anzi la mia bisnonna, consumata dal lento lavorio degli anni e poco più che un simulacro di persona, una volta sotto il sudario, quasi un manichino. Invece ora lì c’è lui, 60 anni, “tranquillo e sereno, meno male”, come qualcuno sottolinea. Altri dicono che non era così la sera del fatto. e guardalo, sembra che se la passi proprio bene, un sonnellino, incurante del rumore, vestito bene, che bel colorito. Perché in effetti la faccia ha il colore della vita. Chissà che gli hanno spalmato addosso gli avvoltoi. Per farlo sembrare così. Ma guarda le mani, le mani, come sono bianche, come sono bianche. Eppure non è per niente consumato dagli anni, resta lì e la sua presenza fisica è quasi maggiore che da vivo. È solido laddove la nonna era stata incartapecorita e fragile. La sua espressione è rimasta la stessa. sembra strano, ancora più strano, ora che è lì e che sembra stia bene, che non lo vedrò più.
L’incredulità è passata, ma la stranezza permane… e la domanda “perché” serpeggia nascosta appena al di là della coscienza in tempo reale, ammiccando, eludendo, scivolando.
Poi arrivano gli avvoltoi. Hanno facce strane, c’è qualcosa che non va. Le facce contrastano con i loro vestiti impeccabili, le loro pose impeccabili, il protocollo impeccabile. Sono quasi facce da can-toi e mi riprometto di indagare a fondo. Ma non oggi, perché intorno a me c’è gente sensibile, gente cui voglio bene, per quanto sia strano o difficile, o addirittura buffo ammetterlo. Ci aveva azzeccato quel Gaiman in quel libro, com’è che era? Ah, già, American Gods.
Poi viene il momento, tutti escono, e poco dopo anche la bara, ormai chiusa. Tutti vanno, chi verso il funerale, chi verso casa, chi verso chissà dove altro.
Prima a frotte, poi alla spicciolata, e mentre un filo di vento alza un po’ di polvere e il sole scalda splendido la mattina e l’erba, mentre tutti se ne vanno, lì resta, in mezzo allo spiazzo, testa china, Nino, il suo collega e grande amico. Lui ha ancora qualcosa da pensare.
Demanamana, ah
manemanenamaname
Deoandedeoandedevannemanemanemane
Manemanemane ahia,
emmaneme andeneme eh, già!
Uh, che scuffia!
Ehmanemanemanedemane
Dedenamane eh,mmm, eh, oh, eh, mmm
E menanenanemaandeenade
Sussurri diffusi da nemorat alle 23:38 |
link | commenti (4) | (pop up) commenti (4)
persone, socialità , dietro agli occhi
Gli chiesi dove stesse andando,
con un sospiro mi rispose:
"avanti"
Sussurri diffusi da nemorat alle 20:57 |
link | commenti (2) | (pop up) commenti (2)
visioni, virgole, colleganze e memorie, forgotten tales, origliate
Sfocus
Tutto sembra appeso a fili sottili.
Una cosa, un filo.
Sento la presa che diventa meno salda, tutto che si confonde un po’, perso nel proprio autocompiacimento di mondo esistente, e poi le cose importanti, quelle davvero importanti, per qualcuno o per tutti, che soffocano, sono coperte dalla massa di tutto il resto.
Perdo la presa, a poco a poco scivolo e mi aggrappo, ma qualcosa ancora non torna. Boccheggio alla ricerca di un appiglio saldo al di fuori della mia determinazione, di un appoggio sicuro che mi permetta di fissare almeno i progetti più grandi.
La consapevolezza che le cose possono letteralmente sfumare, prima ancora di cominciare, prima che si abbia la possibilità di pensarvi davvero. È quando l’ispirazione, la cosa che volevi dire e che avevi ben presente ti sfugge. È quando nei sogni, o nel ricordo dei sogni, gli eventi, gli aspetti ci sfuggono perché li cerchiamo con l’occhio della volontà. È quando il tempo semplicemente scorre e la vita tra le dita come sabbia.
Così, semplicemente, le cose passano mentre ci perdiamo in piccolezze (in questo caso quelle di un gigante troppo lento). Le occasioni sfumano o, più sadicamente, gocciolano via momento a momento, mentre non abbiamo il coraggio o la “svegliezza” di saperle toccare. Le porte una volta aperte si chiudono. Le amicizie si assottigliano e te ne accorgi poi dopo, quando ti sono sfuggite dalle mani. Le persone invecchiano e le parole una volta nell’aria non trovano più la strada di casa.
Tutto questo, almeno in parte, è fisiologico, e almeno in parte si può anche evitare. La volontà è lo strumento. La presa salda della volontà sulla realtà sulla realtà.
Però è anche una cosa un po’ misera che tutto si riduca a questo, senza altri appoggi validi.
O no?
Sussurri diffusi da nemorat alle 19:35 |
link | commenti (1) | (pop up) commenti (1)
ho perso la poesia, sogni obliati, socialità , sogni perduti, dietro agli occhi, sogni mancati
Poi, chiudendo tutto, mi accorgo di come questa pace notturna mi sia necessaria, di come sia uno dei pochi fattori che mi permettono di sopravvivere ancora qua.
Qualche buona anima, qualche buona parola e qualche bella parola. Ma più di tutto io, in pace con me stesso, tutt’uno, come in un respiro, che ascolto me stesso. Finalmente la mia voce, alle 2 di notte, quando gli altri rumori e gli altri pensieri mi hanno preceduto sulla via del sonno.
Sono momenti di passaggio, i puri, effimeri momenti tra un pensiero e l’altro.
Ho bisogno di camminare tanto. Sussurri diffusi da nemorat alle 02:00 |
link | commenti | (pop up) commenti
virgole, semplicemente io
Estraneità e Desiderio di Essenza
È una certezza di quelle che ti colgono all’improvviso: non perché non ti eri accorto del loro avvicinarsi, ma per la loro intensità. Non lo credevi possibile.
Non sarò mai come loro.
Vorresti protestare, o almeno poter negare, dire “una via d’uscita c’è”. Sai che è vano.
Hanno un modo diverso di pensare, prendere e dare.
Dicono cose che non direi, fanno cose che non farei.
Nasce Nostalgia e Desiderio. Quando ti guardi e li guardi e lo sai, lo senti, che è uno - forse uno dei pochi - dei tuoi desideri più veri, più autentici, perché vivi, forti, emotivi, totali. E guardi quello che hai e quello che non hai, chi sei e come non sei e daresti via tutto per qualcosa che non potresti avere.
…e desidero assomigliare di più a loro. Lo vorrei davvero.
Hanno più problemi. E sono anche più felici.
Ma forse potresti averlo… la mente si dischiude a piani diabolici, elaborati, totali. Un nuovo progetto di vita, nuovi sogni, nuove esperienze, un nuovo Io. La diabolicità sta nella negazione di sé per come si è e al tempo stesso nella negazione della verità del desiderio perché non si è disposti (o capaci, che è lo stesso) a cambiare.
Potrei, forse, facendomi violenza, tentare di imitarli, di assomigliargli, ma sarebbe facciata, in principio e dopo, e poi forse solo una maschera inamovibile di infelicità.
Nasce la coscienza dell’obiettivo irraggiungibile, al di là di trasparenti confini d’aria, giusto un passo oltre a quello che sono, alla fine del mio corpo e all’inizio del mondo. Ecco, se allungo il braccio posso toccare quest’essenza che tanto desidero. E vorrei potermi ingannare dicendomi che toccandola possa farla mia, mi si può trasmettere. Ho anche paura di questo contatto. Ho paura che l’altra persona si allontani, impaurita, non comprendendo. Oh, sì, lei comprenderebbe, mi dice un sogno, una speranza, perché essa non è mai morta, ma poi so che no, non è così, di certo m’inganno.
Desidero i loro piccoli cori di gioia, voci allegre, occhi luminosi e grandi idee e convinzioni su come va il mondo.
Una cosa non ho mai avuto, e pur gocciola stilla a stilla da me, come da un rubinetto che, avaro perché chiuso, non possa fare a meno di lasciar sfuggire qualcosa, per non esplodere. È la giovinezza. Bambino a 12 anni, saggio a 15, romanticamente malinconico o nostalgico per gran parte del resto della vita. La memoria, la determinazione, l’otturazione e la miopia (non solo mia, quest’ultima), me ne hanno derubato.
Ritrovo limiti che posso aiutare altri a superare.
Desidero i loro piccoli cori di gioia, voci allegre, occhi luminosi e grandi idee e convinzioni su come va il mondo. Desidero la giovinezza e desidero quella del loro tipo.
Impossibile, una parola che censuro a tanti altri. Impossibile, comunque (still impossibile).
Ma tutto resta. Al di là di questa pausa di scrittura, di questa pausa di sogno, di questa pausa dell’essere, tutto resta. Al di là di questa pausa del respiro, al di là di questa pausa di immaginazione, al di là di questa pausa di desiderio, tutto resta. Immutato.
Io sono incatenato fuori dal gruppo incosciente e ma ancora dentro la caverna.
Vedo i sogni, non posso muovere i miei passi.
Vedrò il sole?
Hanno odori diversi dai miei,
casse toraciche e pance diverse dalle mie.
A loro mi lega il desiderio,
il rimpianto di una vita non vissuta come la loro,
e in gran parte non vissuta affatto.
Sono nato quando loro diventavano maggiorenni (e io pure).
Sussurri diffusi da nemorat alle 01:24 |
link | commenti (2) | (pop up) commenti (2)
semplicemente io, socialità , dietro agli occhi, nostalgie di nemorat, sogni mancati
- Esattamente che cosa separa le parti?
- Come chiami uno che vede simboli anche nelle persone, nelle cose che per gli altri sono significati ultimi?
- Tu sei un simbolo?
Sussurri diffusi da nemorat alle 16:58 |
link | commenti | (pop up) commenti
visioni, saggezza, dietro agli occhi
Siamo qualcosa che non resta
frasi vuote nella testa
e il cuore di simboli pieno.




